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Statistiche del territorio

Perché il nome Lago
Anche per quanto riguarda il nome del paese le ipotesi sono molteplici.
Alcuni storici hanno ipotizzato per il toponimo “Lago” una sua derivazione dal latino “Lacum” o “Vacus”, nel senso di valle, fossa o cavità, da questo deriverebbe anche il gergo “Vacu”.
Altre ipotesi si rifanno alla parola latina “Lacus” ovvero acque di fiume. Il nome potrebbe anche derivare dal termine normanno “Ullac”, luogo dove rinchiudevano le persone più riottose all’obbedienza; tale toponimo lo incontriamo in altri luoghi che videro la presenza dei normanni come ad esempio Lagonegro e Lagopesole.
Infine non possiamo dimenticare l’ipotesi che il nome del paese potrebbe derivare dal nome di un re egiziano, come già citato.     


Confini e generalità
Lago è un piccolo comune in provincia di Cosenza, dalla quale dista trentadue km, posto sulla costa del litorale tirrenico cosentino, nell’immediato entroterra della cittadina di Amantea.
L’abitato, a 484 metri sul livello del mare, è aggrappato ad un’antica roccia di serpentino assai bella, ai piedi del monte Virzi (1000 m).
Il territorio si estende per 50 kmq e confina a levante con Grimaldi, a ponente con Belmonte Calabro, a sud-est con Aiello Calabro, a sud-ovest con San Pietro in Amantea, a nord-est con Domanico e a nord-ovest con Mendicino.     


Caratteristiche ambientali
La sua posizione geografica è invidiabile, in posizione collinare, a metà strada tra il mare e la montagna, può godere di ambedue i benefici. Infatti, consente al turista di raggiungere la spiaggia di Amantea in soli 10 minuti d’auto e in 20 minuti circa le bellezze dell’ambiente naturale del Parco Nazionale Regionale di Potame-Monte Cocuzzo.     
Un paese ben collegato
Lago è ottimamente collegato ai principali nodi di comunicazione: mezz’ora dall’aeroporto di Lamezia Terme, poco meno dallo svincolo autostradale di Falerna, dieci minuti dalla stazione ferroviaria di Amantea e circa mezz’ora da quella più importante di Paola.     


Morfologia
La morfologia territoriale del nostro Comune è molto varia e ben articolata, possiamo trovare: vallate umbratili solcate da torrenti ripidi e tortuosi, due fiumi dall’ampio letto, l’Acero ad est e l’Iliceto ad ovest e le ultime propaggini della catena costiera, che ha il suo culmine con Monte Cocuzzo (1541 m).     
Il panorama
L’articolazione del nostro paesaggio consente di poter godere di innumerevoli punti di vista panoramici, assimilabili a veri e propri quadri naturali. Fra tutti, segnaliamo, il tramonto sul mar Tirreno con la suggestiva vista, nelle belle giornate, delle prospicienti isole Eolie; scorcio immortalato dall’artista e viaggiatore inglese dell’Ottocento T. Brenson.
La naturale bellezza del nostro ambiente è testimoniata anche dal costituendo Parco Naturale Regionale Potame-Monte Cocuzzo, al quale in nostro comune dovrebbe contribuire con il 35% dell’intero territorio comunale.     


Il clima
Il clima del nostro paese è caratterizzato da condizioni tipicamente mediterranee. Dal mar Tirreno proviene l’aria umida, quindi le precipitazioni sono abbondanti ma, in genere, si limitano soltanto ai mesi dell’autunno-inverno ed hanno spesso carattere temporalesco. La temperatura, tranne che nelle zone di montagna, raggiunge valori abbastanza elevati: durante i mesi estivi si registrano oltre 30 gradi. Frequente è la nuvolosità invernale, ma d’estate il cielo è quasi sempre sereno.     

 

Vegetazione

Nel territorio è diffusa una variegata vegetazione rappresentata dalla caratteristica “macchia mediterranea”: erica, rosmarino, lentischio, saracchio, biancospino, ginestra, mirto, corbezzolo, cerro e quercia, tipica della zona collinare; mentre la zona montana abbonda di boschi, in maggior parte di faggi, pini, castagni, elci, olmi, larici e cerri, solo per citare le essenze più pregiate tralasciando le innumerevoli altre specie del sottobosco. Lungo i fiumi, ormai quasi in secca, sono stati piantati ontani, pioppi e tamerici. Si coltivano il fico, l’olivo, la vite e gli agrumi.     

La fauna
La fauna laghitana conserva una certa varietà di specie, tra le quali il cinghiale, presenta ancora in aree di montagna soggette a norme di carattere protettivo. Sono diffusi anche la volpe, la lepre, il riccio, lo scoiattolo, il ghiro, la donnola. Tra i gallinacei si distinguono la pernice, la beccaccia e la quaglia. I rapaci sono rappresentati dal nibbio, il gufo, la civetta e il falco. Comuni a tutto il territorio sono usignoli, cardellini, fringuelli, verdoni, fanelli e verzellini. Frequenti sono le varie specie di rettili fra cui bisce, lucertole, ramarri e gechi. Tra gli anfibi si notano il rospo e la rana. Numerosissimi sono gli insetti e gli invertebrati.


La popolazione
La popolazione, che si aggira intorno alle tremila unità, oltre che a Lago centro, è distribuita nelle numerose contrade che circondano il paesello. Gli abitanti si chiamano laghitani.
Le contrade arroccate sulle ridenti colline del territorio laghitano sono: Acquafredda, Aurisana, Cafosa, Fellito, Fittopede, Flavelli, Fontanella, Palomandro, Paragieri, Piscopie, Praticello, Rovettara, San Lorenzo, Scavolio e Timparello. Le frazioni sono: Aria di Lupi, Greci, Margi, Pignanese, Terrati, e Vasci.   

 
STEMMA DEL COMUNE DI LAGO
Il blasone dello stemma di Lago è composto da tre monti al naturale di verde, dai quali i due laterali (Monte Cocuzzo e Santa Lucerna) escono dai lati dello stesso scudo e quello centrale (Monte Virzi) e caricato in punta da un paese del primo.
La campagna (fascia che copre il terzo inferiore dello scudo) è d’argento. Il tutto è attraversato da due corsi d’acqua (Acero e Iliceto) defluenti l’uno in banda, l’altro in sbarra, dai lembi del capo verso la punta ove si uniscono.
Gli ornamenti esteriori sono comunali.
Il gonfalone è un drappo troncato (diviso metà in senso orizzontale) di verde e di giallo, caricato dall’arma (blasone) sopra descritta e riccamente ornato di fregi d’argento.

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tel.0982 45 40 71 - fax 0982 45 41 72
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